mercoledì 22 marzo 2017

LA BELLA E LA BESTIA - LA RECENSIONE SENZA SPOILER


Recensione a stretto giro, dopo quella di Logan, un po’ perché mancando da tanto volevo recuperare in qualche modo il tempo perduto, ma soprattutto perché…domani esce Mass Effect Andromeda, e se tutto va come deve andare probabilmente entrerò in modalità eremitica, e #ciaomondo.
Pochi giorni fa è uscito LA BELLA E LA BESTIA, remake in carne, ossa e CGI di uno dei Classici più celebri e riusciti di casa Disney, realizzato dalla stessa casa di Topolino e facente parte del progetto Live-Action come i precedenti
Cenerentola e Il Libro della Giungla, e me lo sono visto con tutte le buone intenzioni di questo mondo dato che il film d’animazione del 1991 rimane tutt’oggi un signor film.
Ma allora…cos’è questa brutta sensazione di gelo?



Il progetto nasce con l’intenzione di 1) farci ovviamente una barca di soldi, 2) ridare una mano di vernice alla propria produzione d’annata, 3) fare del celodurismo violento verso tutte quelle produzioni che tentano invano di scimmiottare i
  Classici Disney con filmetti di terz’ordine dalle confuse pretese artistiche.
Ora, a me starebbe pure bene se questo potesse risparmiarci porcherie come quel
La Bella e La Bestia di tre anni fa con Vincent Cassel, non fosse che la Disney, nel voler dimostrare al mondo di essere in grado di copiare se stessa meglio di chiunque altro, riesce a tirarene fuori un film più freddo del culo di una strega.
LA BELLA E LA BESTIA è talmente sbagliato sotto tanti di quegli aspetti che si fa fatica a contarli, non perderò tempo quindi a raccontarvi una trama che avete ormai tatuata nel DNA, perché se avete visto il Classico del 1991 non serve che sappiate altro: il film di Bill Condon è una maledetta fotocopia senz’anima.


L’occhio è sicuramente appagato dal lavoro certosino di scenografi e costumisti, che riescono a riprodurre ai limiti del maniacale le ambientazioni del film d’animazione originale per far contenti i fan d’annata, ma sono le poche cose che si salvano da una pellicola finta fino all’esasperazione.
Il regista s’impegna come un pazzo per riprodurne ogni singola inquadratura, tanto da dimenticarsi d’infilarci dentro qualcosa che valga la pena vedere, aggrappandosi alla speranza che la magia del capostipite possa essere riprodotta semplicemente scopiazzando tutto  alla brutto dio, trasformando la sua pellicola fantasy per nostalgici in una gara di cosplay di livello EPIC.
Ma prima di essere un film LA BELLA E LA BESTIA è un musical, e in quanto tale bisogna considerare il suo comparto scenico, i suoi numeri musicali, le canzoni stesse, il modo in cui vengono inserite nell’economia della storia e quanto ne portano avanti la narrazione, vien quindi da sé che il giudizio in questione deve tenere presente della localizzazione del tutto: come succedeva per l’originale musiche e testi sono stati infatti tradotti e adattati in italiano con risultati piuttosto altalenanti.


Se i cantanti nostrani se la cavano decisamente bene (le voci canore di Belle, Lumière e Gaston su tutti) il lavoro sulle traduzioni di alcuni brani è zoppicante: e si, prima che lo chiediate, nonostante ci fosse una colonna sonora bell’e pronta dal ’91 da utilizzare, qualcuno ha avuto la bella pensata di ritradurre alcuni brani da zero, qualcuno senza alcuna conoscenza del concetto di metrica, a quanto pare. Praticamente un doppio stupro, uno per l’udito e l’altro per i ricordi. Il coinvolgimento di Vasco Rossi a questo punto è più che un sospetto.

No comment per le tre nuove (insulse) canzoni scritte appositamente per la pellicola, una meno ispirata dell’altra.
Segue a ruota un doppiaggio italiano a dir poco tragico, tra voci insopportabili (Spolverina, santoddio!) e altre altamente improbabili, come quella del peloso e cornuto protagonista maschile che sembra qui un Orsetto del Cuore con la laringite, cosa che malauguratamente si sposa alla perfezione col suo aspetto.


La realizzazione digitale della Bestia è semplicemente insulsa, quando non controproducente: oltre a vedere in scena un cartone animato peloso fintissimo per gran parte della pellicola, questa Bestia non è minimamente minacciosa, ha lineamenti perfetti, cammina tranquillamente eretto, sembra un modello di Dolce e Gabbana con un grave problema di peli superflui. Troppo facile così, Belle, una passata di rasoio e ti rimane il belloccio depilato possidente terriero, vitto e alloggio in un castello e una servitù fantasy, e son buone tutte a “innamorarsi” così.
Ma veniamo alla nostra protagonista, la tanto decantata Emma Watson.
Ora, viste le precedenti principesse Live-action (la
Cenerentola coi ciglioni di Peo Pericoli, l’Aurora dismorfica di Maleficent, l’insopportabile Alice albina sostenitrice della razza ariana di Alice in WonderLOL) stavolta c’è andata di lusso, pensi, almeno finché non la vedi interpretare il personaggio: possiamo tranquillamente soprassedere sul fatto che sia un tappo (cosa che la sciagurata regia di Condon non manca MAI di sottolineare), è però impossibile non accorgersi di quanto sia una pippa astrale per quanto concerne la recitazione.

Due-espressioni-due, “corrucciata col broncio” e “sorrisone da paresi facciale”, sono l’enorme bagaglio recitativo messo sul piatto da una delle attrici più richieste del momento, una roba talmente desolante che Steven Segal e Christopher Lambert pare si siano rifatti vivi per chiedere i diritti d’autore.
Pensare che potevamo ritrovarcela protagonista di
La La Land al posto di Emma Stone fa venire i brividi.
Fa ancor più specie pensare che il cast di contorno, effettivamente di prim’ordine, venga relegato a semplice tappezzeria con particine relativamente piccole (Kevin Kline), o sostituito dall’ubiqua computer grafica dall’inizio alla fine (Ewan McGregor, Stanley Tucci, Emma Thompson, Ian McKellen PER DIO!), un fastidio che non ti dico.



Dice, ma non si salva proprio niente in questo baraccone? Si, qualcosa ovviamente si.
Luke Evans mette in scena il villain in maniera egregia, il suo Gaston tanto borioso quanto carogna è perfetto, ed è l’unico attore che sembra crederci davvero in tutta questa carnevalata senz’anima; alcune sequenze
 (l’attacco dei lupi, il numero di Gaston alla taverna) sono ben girate, e gli scambi tra Lumière e Tockins sono spassosi, ma conta poco quando anche i momenti più iconici dell’originale sono rovinati da coreografie imbarazzanti (la fintissima sequenza d’apertura nel villaggio) o da una gestione di tempi e spazi talmente pessima da arrivare a sputtanare perfino la scena del ballo di gala. No, sul serio.


In definitiva LA BELLA E LA BESTIA è semplicemente un pessimo film, il clone anonimo di un Classico Disney dal quale scopiazza senza vergogna situazioni e personaggi tramutando tutto in farsa, una carnevalata insipida tutta sulle spalle di due pessimi protagonisti, una CGI infestante e coreografie da oratorio, roba che neanche un buon villain e poche sequenze ben girate riuscirebbero a salvare. E infatti.


VOTO, SE PROPRIO DOBBIAMO FARE NUMERO: 4 ½

2 commenti:

  1. E pensare che sta guadagnando l'impossibile.
    Che brutto che abbiano rovinato dei brani giù pronti, belli e FAMOSI.

    Moz-

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  2. Il fatto che stia guadagnando l'impossibile non significa grossomodo nulla.
    E sinceramente non mi aspettavo di meno eh? Stiamo parlando del remake di un Classicissimo Disney, fatto bene o male che sia la famiglia media corre in massa al cinema sulla fiducia, è matematico.
    Perché quando esce un film meraviglioso come La La Land "Nooo, un Musical, che schifo!!1!UNO!" ma quando il Musical lo fa la Disney, allora corriamo!
    Perché il guadagno non c'entra nulla con la qualità?
    Un esempio veloce: World War Z è una delle peggiori e sciatte porcate arrivate al cinema nell'ultimo decennio, ed è stato lo zombie-movie più remunerativo di tutti i tempi. Ma c'era Brad Pitt, quindi tutti a vederlo. La qualità non garantisce gli incassi, il marketing si.

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