martedì 2 maggio 2017

FAST & FURIOUS 8 - LA RECENSIONE SENZA SPOILER


Mi scuso per l’assenza con quei quattro che mi leggono, ma almeno stavolta era in preventivo: Mass Effect Andromeda ha praticamente prosciugato il mio tempo libero come previsto, Netflix non vuole smetterla di tirare fuori contenuti a lento rilascio di dipendenza (tipo Tredici, se trovo il tempo magari ne parliamo, intanto guardatevela sulla fiducia), ora si è aggiunta alla cumpa pure la Switch (e aspettare Natale #ciaone) quindi poco cinema in questo periodo, ma poco non vuol dire nullo, che è appena uscito pure Guardiani Della Galassia Vol.2 poi sfido io che le cose si accavallano.
Quindi via, rece veloce e furiosa di THE FATE OF THE FURIOUS, che de
La cura dal benessere non so se troverò mai il coraggio di parlare e un’altra #OperazioneRecupero è fuori questione, che comincio ad avere un’età.…

C’erano una volta il veloce e il furioso, Fausto e Furio, e apparentemente ci sono ancora, e vi sfido a trovare una saga che abbia ancora qualcosa da dire arrivata all’ottavo capitolo… a parte
Star Wars, chiaro.
Ne è passata di acqua sotto i ponti: gente che viene, gente che va, generi che nascono, si tramutano, pescano dal glorioso passato anni ’80 del genere action più puro e volutamente scemo, ma nonostante tutto dopo 16 anni siamo ancora qui ad attendere un nuovo capitolo di questi supertizi senza superpoteri ma che, con auto che non potrete mai permettervi neanche di guardare da lontano, fanno robe che anche in
Mission Impossible ci si fanno i sogni bagnati.


E’ lodevole il tentativo degli sceneggiatori di portare avanti le vicende della
famiglia Toretto con una pretesa di continuity, evolvendone i rapporti e i contrasti interni, una dichiarazione d’affetto nei confronti di personaggi ormai iconici nella loro tamarraggine ma anche verso gli stessi spettatori che con loro sono cresciuti.
Preso coscienza che uno dei punti deboli della serie è sempre stato il contrapporre un villain macchietta per non mettere troppo in ombra ai suoi eroi, dopo la bella sorpresa del monumentale Jason Statham di FF7 (pericoloso cane sciolto e motore scatenante di eventi) in THE FATE OF THE FURIOUS il ruolo del cattivo da battere passa a una stronzissima Charlize Theron e nientemeno che al protagonista principale della saga, Vin Diesel stesso.


Il bello del personaggio è sempre stato l’essere un fuorilegge dal cuore d’oro e dal distorto ma solido senso dell’onore, un Lupin III tamarro che ha sempre vissuto la vita secondo un credo (“la famiglia prima di tutto”) e una legge (quella della strada e della velocità), il più delle volte ergendosi alla bisogna a vendicatore, uomo da giustizia privata e antieroe per eccellenza, punto di riferimento di tutte le varie formazioni del suo bizzarro ed eterogeneo nucleo familiare.
Il voltafaccia di Dom verso la famiglia, in questo ottavo episodio, è l’elemento inaspettato capace di spiazzare lo spettatore aprendo nuovi risvolti, è l’ennesimo espediente che riesce a mantenere la serie fresca dopo sedici anni oltre che, ovviamente, mero espediente per mettere l’uno contro gli altri e far esplodere le scene d’azione in tutta la loro reale potenza, caricandole ulteriormente di un sottotesto drammatico che, per come sono state gettate le basi finora, centra il bersaglio e alza nuovamente l’asticella dello spettacolo.


Spettacolo pirotecnico che parte con uno degli incipit più fiacchi della serie, va detto, ma la gara clandestina a Cuba serve evidentemente solo a tenersi buoni i fan della prima ora che hanno mal digerito la svolta action della saga: quella sequenza, col suo bagaglio di culi sventolati da contratto e recuperi impossibili a colpi di nos, arriva paradossalmente a risultare totalmente fuori posto all’interno della pellicola, ma una volta sbrigata la pratica si torna a far volare automobili con ignoranza, tranquilli.
Tutto ha inizio con Cipher (Charlize Theron), criminale informatica che vorrebbe Dom nella sua organizzazione criminale, e che al rifiuto di quest’ultimo passerà al ricatto più vile per assicurarsi la sua collaborazione incondizionata.
Parte così una caccia all’uomo in tutto il mondo, con la famiglia che vuole riprendersi il suo capobranco e Cipher che, con l’aiuto di un riluttante Dom, scatena caos e devastazione ovunque per poter mettere le mani sui codici nucleari russi.


Oltre ai soliti noti, come da tradizione il cast si arricchisce di nomi sempre più altisonanti: agli ormai insostituibili Diesel/The Rock/Rodriguez si aggiungono a gran voce Jason Statham e Kurt Russell, vere sorprese della pellicola precedente promossi qui ufficialmente a regular, e l’arrivo di addirittura due premi Oscar come Charlize Theron e Helen Mirren non può che sottolineare quanto la serie punti in alto, qualunque cosa voglia dire in una saga tamarracing dove il mondo viene ripetutamente salvato da piloti di corse clandestine.
Inutile dire che la trama in sé è una scusa bella e buona (e pure riscaldata, che è dai tempi di Sean Connery che agenti segreti più o meno presentabili devono recuperare il solito
ordignodafinedelmondo™ per salvare la baracca) e certi cambi di rotta nei rapporti tra i personaggi sono al limite dell'improbabiLOL ma diciamocelo, questo genere di film non si guarda per altre finalità che non siano puro entertainment : frega zero del realismo, vogliamo auto che volano (check ), missioni impossibili (check ), alleanze improbabili (check ), scene action enormi (check ), The Rock/Diesel/Statham che si legnano come fabbri (check ), stunt grandiosi (check ), gente che devia i missili a mani nude (check ), corse in auto adrenaliniche (check ), una colonna sonora tamarraggressiva (check ), sparatorie (check ), voli da altezze LOL (check ) e magari pure colpi di scena piazzati come si deve e si, qui c'è questo ed altro.

THE FATE OF THE FURIOUS di F. Gary Gray (
Giustizia Privata) è molto meno cafone di XXX – IlRitorno di Xander Cage ma rimane pur sempre materia da cinque alti e birre fredde con gli amici: è cinema d’azione e d’intrattenimento nella sua forma più pura e diretta, volutamente assurdo e maledettamente divertente, forse meno dinamico dei precedenti ma come da regola sempre più grande, con sequenze action enormi, spassoso e casinista nell’anima.
Chi apprezza ama, ed io, modestamente, ama.
VOTO, SE PROPRIO DOBBIAMO FARE NUMERO: 8? 8




3 commenti:

  1. Ciao, ti ho appena scoperto perché questi giorni ho riscoperto i blog. Credevo fossero morti, compreso il mio ma poi mi sono accorto che molti sono vivi più che mai, alla faccia dei social di merda, ricchi di commenti. Quindi mi diverto a scoprirne sempre di nuovi, partendo dagli ultimi che ho conosciuto, scorrendo nei commenti e scoprendone di nuovi dal profilo di chi commenta.

    Tornando a F&F 82, non credevo ci fosse ancora qualcuno (capace di scrivere) imperterrito che proseguisse a guardare 'sta saga che per quanto mi riguarda ha detto tutto dopo il primo film. Credevo che le vendite al botteghino dovute a bambini, filippini e napoletani ><

    Comunque sei un grande solo per Mass Effect, di cui sono fan ma che per mancanza di tempo non ho mai concluso. Mi riferisco al secondo (il primo ad approdare su PS3).

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    1. Grazie Emanuele, è sempre bello sapere che c'è gente che apprezza quello che scrivi, anche se quello che scrivi non sempre incontra il parere comune.

      E si di pubblico per F&F ce n'è più di quanto immagini, dubito che solo con bambini, filippini (?!) e napoletani la saga potesse arrivare all'ottavo capitolo, voglio dire Deadpool ha dimostrato che non sono SOLO i bambini a decidere della fortuna di un film: 5 miliardi e rotti di incassi raccolti dalla saga (quando solo quest'ultimo ne ha portati a casa 1,2 worldwide) sono una bella cifra, e al netto del divertimento cafoneignorante è decisamente il meglio sulla piazza nel suo genere.

      Aaah Mass Effect, il mio grande amore...me lo sto spolpando, come mi sono spolpato più e più volte il glorioso ME2 (finito 5 volte), purtroppo ora il tempo è quello che è, e infatti dopo 71 ore non sono ancora alla fine.
      Ma se vuoi la mia, personalmente, non posso che consigliartelo

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    2. Filippini e napoletani perché nel Bel Paese sono loro ad andare in giro con macchine truccate (mentre negli States sono i latini).
      Una battuta stereotipata, non darci più peso del dovuto ;^)

      ME me lo consiglio da solo da anni... sto aspettando la tecnologia giusta, quella che ti fa giocare mentre dormi (tipo Matrix, entri proprio dentro). Ho tempo solo la notte :'(

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