martedì 20 dicembre 2016

ROGUE ONE - LA RECENSIONE SENZA SPOILER


Inizialmente, lo ammetto, ero molto perplesso dall’approccio Disney nei confronti della mia saga preferita.
Ero ovviamente felice che l’epica di
Guerre Stellari proseguisse, soprattutto dopo l’estromissione del Panzone Flanellato, ma l’idea di uno spin-off non mi entusiasmava, mi sembrava troppo un modo di allungare il brodo per mungere la vacca, un “finchè ce n’è viva il re” spaziale, e…beh, c’ho preso per metà.
E no, per una volta non è una cosa negativa.

Senza dilungarmi troppo né (come da titolo) spoilerare niente a nessuno, ROGUE ONE – A STAR WARS STORY è proprio quello che il titolo americano, ovviamente perso nella traslitterazione per questo nostro paese di imbecilli che modificano titoli ad minchiam, dichiarava fin da subito: è una storia di Star Wars, una storia che si colloca alla perfezione nel contesto di un preciso e conosciutissimo universo narrativo arricchendolo, e prendendosi pure la briga di dare un qual senso di credibilità ad uno dei punti più deboli dell’intramontabile capostipite.
Non vi dirò né cosa né come, tranquilli, ve lo lascerò scoprire da soli, sappiate solo che ROGUE ONE c’ha messo una pezza bella grossa, contestualizzando la questione e ricamandoci intorno talmente bene da farvi vedere
Una Nuova Speranza sotto una nuova luce.
Speranza. Dopo ROGUE ONE questa parola non vi mollerà più.



D’altra parte la speranza è l’unica forza alla quale aggrapparsi nei momenti più tetri, è la forza da trovare dentro sé stessi quando tutto attorno va tragicamente a puttane, è in questo film il motore di una ribellione in fasce, un gruppo insurrezionalista mai così violento e disperato, lontano dal buonismo percepito e voluto sin dagli albori della saga.
Qui la ribellione si mostra dura e decisa, impegnata in una guerriglia destabilizzante su vasta scala perennemente oltre il confine del lecito, e il tutto viene condensato splendidamente nel personaggio del Capitano Andor, un ufficiale ribelle con le mani sporche di sangue come non se n’erano mai visti: il suo ingresso in scena è fulminante, e delinea perfettamente la drammatica situazione d’instabilità in cui si svolgerà l’intera vicenda che vedrà la giovane Jyn Erso involontaria protagonista del primo evento cardine nella storia dell’Alleanza Ribelle: il furto dei piani della Morte Nera.



Ammetto tutte le mie perplessità iniziali: Gareth Edwards non è decisamente il mio regista preferito, il suo
Monsters l’ho trovato giusto passabile, Godzilla ancora meno riuscito e decisamente noioso, ma nonostante le premesse (e giocando facile su un campo che tutti noi amiamo da, boh, sempre) riesce qui nel difficilissimo compito di farci appassionare a personaggi nuovi e ad una storia di cui, per forza di cose, conoscevamo già il finale fin dal 1977. Hai detto niente!
ROGUE ONE racconta un antefatto fondamentale di cui avevamo avuto solo un breve accenno in passato, e lo fa prendendosi tutto il tempo per contestualizzare un ben preciso clima di tensione e montare l’interesse dello spettatore attorno alle parti in gioco, annodando a doppio filo situazioni e personaggi a luoghi e protagonisti storici tenendoli però (quasi) sempre in secondo piano, per dare modo alla guerra sporca tra una ribellione al limite del terrorismo e un impero potente mai così concreto di svilupparsi e deflagrare in una battaglia finale enorme.



Per quanto la parte iniziale risulti davvero lenta e financo sonnacchiosa (anche se mai ai limiti di pallosità raggiunti da Tarantino), il film segue uno sviluppo abbastanza classico e infatti, una volta gettate le basi, decolla e ci regala una movimentata pellicola ricca d’azione, dramma, morte, sacrificio e speranza.
Edwards adotta un approccio da fan per raccontare quello che in fin dei conti è il vero e proprio prequel della saga, un prequel di cui fondamentalmente ci frega davvero qualcosa (ciao, trilogia-che-non-esiste), dissemina la pellicola di citazioni e spunti gridando senza vergogna il suo amore per l’originale e ne dirige col cuore da appassionato un riuscitissimo omaggio, realizzando una ricostruzione incredibilmente dettagliata di un mondo unico e iconico, perfettamente riconoscibile, giocando inoltre con un punto di vista più ampio e sfaccettato rispetto all’iconografia classica.
Una nuova visione che tinge di lati oscuri i nuovi protagonisti, soldati e civili impegnati in una causa più grande di loro, come Jyn e il Capitano Andor, ma come anche il guerriero cieco Chirrut, l’estremista paranoico Saw Gerrera, il favoloso droide K-2SO, quella faccia da stronzo di Mads Mikkelsen.



Poi ovviamente c’è Darth Vader, e le poche volte in cui compare si mangia la scena, il fan service va alle stelle e vorresti subito uno spin-off su di lui, e visto come vanno le cose di questi tempi ci starebbe pure tutto, senti.
ROGUE ONE, pur non essendo un film perfetto e appesantito da una parte iniziale piuttosto lenta, risulta essere una pellicola matura, che si accosta con rispetto e s’inserisce perfettamente nella mitologia di Star Wars non ampliandone in senso stretto l’universo ma mettendone a fuoco uno dei capitoli meno conosciuti, arrivando ad arricchire in modo credibile eventi e situazioni che davamo per assodate, ma è anche un film per i fan, realizzato da gente che Guerre Stellari ce l’ha nel cuore.
E si vede.



IN BREVE: Il prequel di cui avevamo bisogno e che la trilogia-che-non-esiste non è mai stata.
Oscuro e disperato, la guerra sporca della ribellione parte lenta ma quando decolla non si ferma più, e il film si ricollega in maniera perfetta a Una Nuova Speranza fra personaggi nuovi e classici. Il film più maturo della saga, fatto col cuore, da un fan per i fan. Da vedere.
VOTO, SE PROPRIO DOBBIAMO FARE NUMERO: 8


7 commenti:

  1. Waw mi fai rimpiangere di non essere andato al cinema! Dovrò rimediare al più presto e sono contento, mi hai tolto la paura di una grande delusione... Ottimo!

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    1. Essendo appena uscito, ed avendo fatto giustamente strage di cinepanettoni, credo non avrai problemi a recuperarlo ;)
      La paura c'era, e si sa la delusione è sempre dietro l'angolo, soprattutto quando le aspettative sono alte, ma stavolta puoi andare sul sicuro.
      Se sei fan non potrai non adorarlo, sia per il film in sé che per come riesce a retconnare quel "particolare" dandogli finalmente un senso, e ti assicuro che non è poco

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  2. Non sono mai stato un fan di Star Wars, pur avendoli visti tutti... tranne il settimo e questo Rogue One.
    Ah, nemmeno le varie serie animate (Clone Wars ecc)... Però, posso dire una cosa? Se rendono coerente il tutto, e soprattutto allargano il mondo di Star Wars (che ne ha di cose da poter dire!) allora... perché no?
    Dopotutto non è un film della saga principale, ma una side-story... come quelle che facevano per Gundam.
    Non è un male, dai^^

    Moz-

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    1. Non si tratta tanto di allargarlo, ma di arricchirlo, e sotto questo aspetto hanno fatto un lavoro splendido.
      Io ci sono cresciuto con Guerre Stellari, il mio affetto per questa saga è immenso, ma anch'io ho un brutto rapporto con alcuni capitoli (I-II e parzialmente VI) ma non esiste un universo narrativo che possa essere infallibile capitolo dopo capitolo.
      Qui siamo sui binari giusti, spero sinceramente che Disney continui in questa direzione.
      In ogni caso se hai visto e amato Episodio IV (Una Nuova Speranza) ROGUE ONE è fondamentale, come lo è vederlo al cinema ovviamente =)

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    2. Forse per me al cinema no, ma sicuramente lo vedrò :)
      La Disney ha trovato un ottimo compromesso qualità-incassi, così non delude i fans e sforna un nuovo SW ogni anno... mica male.

      Moz-

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  3. Fino a metà film stavo pensando "che palle di film, che noia...". Poi per fortuna è decollato. Io non sono mai stato un fan di Star Wars, non posso parlare da esperto, ma posso dire che l'ho trovato carino, non bellissimo, anche se nettamente superiore ai tre prequel "da dimenticare". Non mi sono affezionato ai protagonisti, ma ho trovato molto ben azzecccati i riferimenti a quello che già è stato raccontato ma che succederà nel "futuro", nonché gli omaggi alla saga originale. Ripeto che non sono un fan, quindi è anche una questione di gusti molto personale.

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    1. Quali "tre prequel"? =D
      Scherzi a parte (visto che si, faccio outing, lo ammetto, uno dei tre famigerati capitoli lo salvo quasi nella sua totalità), quello che mi esalta è il lavoro certosino fatto sia per scimmiare i fan della trilogia originale sia per riannodare le questioni direttamente a episodio IV mi ha ricordato molto quello fatto (pur con tutte le pinze del caso) ne La Cosa del 2011: ci dev'essere un profondo amore e rispetto nei confronti dell'opera originale per tirarne fuori un omaggio/espansione ben riuscito, e infatti queste operazioni si contano sulle dita di una mano monca.
      Per Guerre Stellari parla ovviamente un background molto più vasto e articolato (e ovviamente tutta una questione di gusti e preferenze) ma di sicuro siamo su quella linea di pensiero.
      Anche secondo me paga molto un inizio semicomatoso, ma a conti fatti non posso che tornare a promuoverlo, anche perché a me i protagonisti (a parte un paio ai limiti della macchietta) hanno convinto e appassionato.
      Vedremo cosa tireranno fuori coi prossimi spin-off

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